ARTE O NON ARTE, QUESTO è IL PROBLEMA!

"L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere "messaggi", non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori"


La ragazza, seduta davanti al suo pc, fu colta improvvisamente da un grande dubbio. Cos'è l'arte? Quello che ama fare che cos'è?
Cos'è cercare di trasmettere emozioni attraverso la fusione di disegno e testo?
Leggendo la definizione del termine su una nota enciclopedia internettiana, capì di non essere strana, matta oppure artisticamente poco istruita.
Era arte.
Per curiosità, volle vedere di che tipo di arte fosse.


Discipline artistiche


Performance Art
Teatro
Danza
Musica


Arti visive
Pittura
Fotografia
Incisione


Computer grafica
Arte tessile, arazzo, ricamo
Videoarte


Arti plastiche
Architettura
Land Art
Origami
Scultura
Cinema
Letteratura


Arti concettuali
Arte postale
Arte di relazione



Con grande shock, scoprì che non era nella lista.
Il fumetto non era neanche citato. Era citata, però, la mail art... MAIL ART. Non diremo, ironicamente, che è molto più importante. Giusto un poco più conosciuta del fumetto.

La voce era citata solo dopo, nella lista dove si sono ricordati di aggiungere la categoria "arte sequenziale", peraltro, senza neanche una definizione propria, proprio come la (s)conosciutissima Fiber Art o l'arte della "profumeria".

Ma il fumetto...è un'arte, oppure no?

Chiedetelo alla gente.
Molti (tantissimi, soprattutto artisti che dovrebbero essere di mente aperta) risponderanno che non la ritengono neanche un'arte. Un'attività lucrosa e di bassa qualità. Se gli chiederai "perché?", ti risponderanno: "Eh, sono tutti stereotipati, così facili da disegnare, e poi si fanno solo per vendere"
E gli lanceresti volentieri un pianoforte sulla faccia, perché PUNTUALMENTE si dimenticano che gli artisti del passato lavoravano su commissione e loro stessi fanno quadri per vendere, a prezzi esorbitanti, un'IDEA.
Perché nella pittura di oggi non si vende il disegno, si vende l'idea. L'idea di tagliare una tela con un taglierino. L'idea di fare una macchia rossa su sfondo bianco. Non venitemi a dire che fare una macchia rossa su sfondo bianco è un grandissimo sfoggio di capacità tecniche, perché vi fucilo. L'arte non è solo l'idea.
Arte, è tecnica ed idea. Entrambe le cose. Non una o l'altra. Tutt'e due. E uno, per disegnare fumetti, ha bisogno di entrambe le cose.

L'idea per creare qualcosa di nuovo e comunicare sensazioni, messaggi alle persone che lo leggono;

La tecnica, per farlo nel migliore dei modi.


Ma non basta, questo.
Attaccati e sconfitti su questo punto, allora sfodereranno un altro argomento: il fumetto è un'arte non unica. Si vendono copie e non disegni unici al mondo.
Buono.
Allora vorrà dire che si venderanno pure le tavole originali (a privati!), oltre che il fumetto.
Se tu, ricca persona, sei desiderosa di acquistare una tavola originale da appenderti in corridoio, compra la mia tavola originale a 100euro, che ne so; se non sei abbastanza ricco, comprati il volume.

Felici i ricchi, felici i poveri, felici i fumettisti, felici i pittori.
A me sembra tanto facile.
Per tante persone non lo è.
C'è proprio un'ottusità di fondo che non si spiega in nessun modo.

"Certi fumetti danno messaggi superficiali e mal disegnati. Sono disegnati solo per seguire la massa del popolino, non per istruirlo ad aprire la mente alla bellezza della vita."

Ah.
Nella pittura no?
Strano, eppure io vedo tutti i difetti del fumetto, anche nelle altre arti.
Strano, strano davvero.
Il cinema? Non asseconda forse la "volontà del popolino?" E che ci fa nelle arti maggiori?
E la letteratura? Non ci sono forse libracci orribilmente scritti che assecondano le basse fantasie della gente? E perché è ancora ritenuta così importante?

La merda c'è ovunque.
Ci sono fumetti mediocri, mal realizzati, superficiali, ma ci sono anche veri e propri capolavori, tecnicamente ed espressivamente.
Ci sono dipinti mediocri, mal realizzati, superficiali, ma ci sono anche veri e propri capolavori, tecnicamente ed espressivamente.
Ci sono film mediocri, mal realizzati, superficiali, ma ci sono anche veri e propri capolavori, tecnicamente ed espressivamente.
Ci sono sculture mediocri, mal realizzate, superficiali, ma ci sono anche veri e propri capolavori, tecnicamente ed espressivamente.
Ci sono...

Possiamo andare avanti all'infinito, un gioco divertente. Ma la realtà è questa: non è possibile in alcun modo attaccare il fumetto, definendolo di bassa qualità, rispetto a quelle che sono le arti maggiori. Sono tante cose da dire, ancora, ma sono stanca e non mi va.

Ditelo voi.


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14 commenti:

SaRiNa ha detto...

Amen! u_u

Valeria Ferrari ha detto...

Ricordo un nostro professore che aveva fatto l'uscita tristissima "il fumetto non è arte perchè l'arte non si legge sul cesso e non paga" ..*facepalm* Per quanto mi riguarda tutto ciò che scatena emozioni è arte, ergo il fumetto è arte ù_ù Ovviamente poi come hai detto tu la pupù cì+ in tutto.

Shishitsu Nari ha detto...

"L'arte non paga. E ora, scusatemi, ragazzi, ma devo andare a vendere la mia ultima tela al sindaco di Milano."

E per inciso.
I libri si leggono sul cesso. L'arte non si legge sul cesso. I libri non sono arte.
Questa teoria è una grande cagata.

tristam strauss ha detto...

Bello spunto, quello che offri.

Innanzi tutto, vorrei far notare che ancora non esiste una definizione precisa e, soprattutto, incontrovertibile di cosa l’uomo intende con il termine Arte.

Se invece una definizione univoca esiste, prego, che qualcuno m’illumini.

Poi, puntando l’occhio direttamente sull’argomento che hai affrontato nel tuo scritto, direi che per spazzare il campo da mille e più brontoloni e sofisti incalliti basta citare l’esperienza di quel tipo d’arte così detta applicata.
Una sedia, una volgarissima sedia, disegnata da Charles Rennie Mackintosh non diviene forse arte?
Qualcuno osa metterlo in dubbio?
Una scatola di biscotti decorata da Mucha?
Un manifesto pubblicitario?
Un oggetto di design, una lampada a esempio, non è forse arte se finemente studiato e presentato?
L’esperienza del Bauhaus non ha dato forse i suoi ferrei insegnamenti?

Tutte domande racchiuse quasi esclusivamente in una corrente artistica in un ben preciso contesto storico, va bene, lo riconosco ma, pure non è possibile allargare questo ragionamento in mille e più casi della storia dell’arte (anche la più universalmente accettata)?

La saliera di Cellini è un semplice soprammobile?

Tanti sono gli spunti di riflessione sui quali far nascere una lunga discussione prima di mettersi a parlare a vanvera su cosa o che sarebbe giusto definire arte.


Prima proviamo a definire il concetto di arte.
Già qui si ha che fare con la cerca d’una chimera incline a cedere alle lusinghe delle più distanti correnti di pensiero...
Quindi, perché proseguire in questo arduo e indefinito sentiero?
Perché non riconoscere intimamente, in una dimensione soggettiva, lo statuto d’arte al fumetto e andar per la propria via?
A perdere tempo nel convincere gli stolti non c’è nulla da guadagnare e i giorni son così brevi.

I miei migliori saluti
Tristam Strauss

Shishitsu Nari ha detto...

Grazie, Strauss, bellissimo commento. :)
Ti ringrazio di essermi venuto a trovare. Sì, io ritengo anche il design, arte.
E mi piace anche molto.

asu ha detto...

tesorino è ovvio che non ci sta!
quando una pagina ha in sé la narrazione, la sceneggiatura, l'inquadratura, la sequenza di queste, il disegno, svariate tecniche pittoriche, grafica, impaginazione...

sarebbe troppo dire che comprende tutte queste componenti primarie di eccellenti forme d'arte per sintetizzarle in un misero opuscoletto da cesso come sostiene un perfetto cretino che meriterebbe di andare a spasso e non esercitare una professione.

sì esiste ovunque la merda hai ragione, soprattutto nelle scuole.

la definizione di arte non mi serve, non ci serve. ha ragione quello del piano di sopra, non perdiamo tempo a convincere chi non vuole essere convinto o non capirà mai. andiamo avanti per le nostre vie.

kisu :*

Alex. ha detto...

Indipendnetemente da ciò,c’è da dire che i più grandi artisti del 900’ con la loro arte anteponevano il loro stesso disprezzo ad un termine ormai obsoleto per il loro operato.
In altre parole, un artista è il primo che mette in gioco le sue opere abnegandole ad un concetto così astratto quanto inappropriato.

Tra l’altro non condivido la tua concezione di ‘’tecnica’’ controparte dell’ ‘’Idea’’, in quanto la tecnica ormai è solo un mero compromesso tra artista ed opera.
Bensì arte è tutto ciò che esprime l’animo umano: nelle arti figurative è il concetto ormai quello che plasma la realtà … parli di Fontana e dei suoi tagli, che chiunque è in grado di fare, ma la sua sensibilità artistica è quella che crea un riferimento e che da il significato, ed è arte non perché c’è un idea geniale nell’ andare oltre la matericità dell’opera, ma perché esprime il suo animo attraverso quei semplici tagli.

In quelle opere non c’è tecnica, ma c’è molta più umanità che nei freddi corpi scultorei dell’ arte ellenica.
L’arte ,come espressione dell’uomo, quindi segue il contesto umano e sociale del periodo in cui vive, e come tale ne rispecchia l’andamento… quindi,magari quei tagli su tela nel XVI secolo avrebbero sfigurato, ma nel XX secolo avevano ragion di esistere.

Il fumetto è arte, non perché si trascende la filosofia al suo stato brado, attraverso viscerali meccanismi che veicolano il sapere globale in dei disegni, che in realtà sono una sofisticata metafora di chissà quale ancestrale archetipo ,che possiede un significato recondito che blabla… ma la si definisce arte in quanto è semplicemente l’espressione di un uomo. Nulla più.

Se poi si vuole iniziare a discutere che il fumetto è arte perché ci sono capolavori in grado di colpire la sensibilità di chi legge ecc… direi che è tutto molto soggettivo, anche se esiste una linea di oggettività che mi fa dire che I custodi del Maser, tecnicamente un fumetto superlativo, a livello artistico(ossia come idea) è davvero infimo, mentre un Maus qualunque, anche se tecnicamente funzionale alla storia e nulla più, a livello artistico è in grado di sconvolgere il lettore allo stesso livello di un Guernica.


Lasciamo parlare d’ arte qualche anemico signorotto che sorseggia champagne davanti ad un quadro vuoto tanto per riempire il proprio ego, noi altri ce se ne frega e si va avanti, che il proprio prodotto piaccia o meno…in parole povere, se per qualcuno ciò che faccio è perdita di tempo, fotte sega, eh.

PS
Che poi ha anche ragione nel dire che il fumetto lo si legge in bagno, in Italia il fumetto è visto proprio come una lettura d’accompagnamento durante le sedute giornaliere alla toilet, e moltissimi fumetti , detta in tutta sincerità, non meritano un altro luogo di lettura.

tristam strauss ha detto...

Mi pare che Alex abbia sfiorato un filone interno all’argomento qui trattato che rischia di aprire una seria e vasta divagazione.

Credo sia davvero rischioso definire la tecnica come mero compromesso.
Sarà che io son da sempre uno che immagina la Forma come contenuto fondamentale in un’opera e forse anche per questo chiedo che possa dubitare sul declassamento della tecnica all’interno dell’agire di un artista.
Chiaramente, sono convinto che quando Fontana ha fatto i suoi tagli, lui solo fosse probabilmente in grado di farli così come sono un fervido appassionato del dadaismo e di molte altre correnti artistiche basate sulla provocazione, sull’idea che soverchia l’azione e la tecnica, però credo anche che tali artisti vadano inquadrati soprattutto in particolari contesti storici (d’arte e non) e che se usati come metro di misura artistica totale tendino a deformare l’ottica con cui si guarda alla produzione artistica.
Perché son sempre più convinto che se i tagli di Fontana o i sacchi di Burri hanno la loro ragione d’esistere in quel determinato contesto storico artistico e per questo vadano ricordati e omaggiati, allo stesso tempo quegli stessi artisti han prodotto delle vistose deformazioni nel tessuto dell’arte dalle avanguardie in poi.
Insomma, non metto in dubbio Fontana ma semmai i mostri che questi ha generato involontariamente.

Inoltre c’è pure da ricordare che se in pittura, scultura, o anche nella performance e via via andando, si può far credere in un declassamento della tecnica come cosa autentica, bisogna pur ricordare che esistono forme d’arte inscindibili da una conoscenza tecnica.
Penso all’incisione e all’architettura tanto per citare due esempi davvero importanti.

Quindi, risalendo al punto di partenza, torno a invocare il ruolo primario della tecnica da metter alla destra dell’idea.


Poi, se tentare di definire il concetto d’arte è disciplina rischiosa, direi che misurare la così detta umanità di un’opera rischia di diventare azione doppiamente difficile.
Sia per la relativa bontà del termine (io a esempio non colgo nell’umanità di un’opera un valore assolutamente positivo) che per la cattiva definizione con cui s’intende al contrario la freddezza nell’arte.
Quindi, anche in questo caso mi sento di mettere in risalto più punti di domanda che esclamativi nell’affermazione.

P.S. Nari, in realtà il tuo blog lo frequento da un po’ ma non posso certo fregiarmi del titolo di commentatore attivo.

I miei migliori saluti
Tristam Struass

Uapame ha detto...

Anche io me lo sono chiesta circa un'anno fa, e anche io come te ho ricevuto risposte che negavano che il fumetto fosse arte.
Io sono convinta di sì invece: Arte è tutto ciò che riesce a suscitare sentimenti universalmente e anche una caccola appiccicata a una tela può diventare arte suscitando a chiunque lo vede una sensazione sgradevole...
Seguendo questo mio ragionamento il fumetto è arte: riesce a farci arrabbiare, sentire tristi, ridere e ci può impressionare.
è un arte un po' povera, ma forse è proprio questo ciò che a mio giudizio può renderla veramente interessante: bastano un pennello o un pennino, inchiostro e qualche altro materiale per creare attori, scenari, effetti speciali che nel cinema costerebbero milioni di dollari, per ottenere più o meno lo stesso effetto...
per quanto riguarda la tua antitesi: il fumetto non è un arte unica ma viene venduto in copie, e con questo?
In primo luogo secondo me l'arte non ha senso se viene stipata in una teca dentro la casa di qualche collezionista che neanche la guarda!
Un bel quadro deve essere visibile a tutti!
in secondo luogo la musica non è arte? eppure viene venduta in dischi! E i film? E i libri? E la Mail Art?

Siamo seri!

Naturalmente io, che mi appento ogni giorno a disegnare fumetti, sono la prima a dire che un film e una fotografia possono essere molto più espressivi di un fumetto, ma il fumetto ha altre qualità che altre forme d'arte non possono vantare...

Pazienza...chi vuole apprezzare apprezzi, chi non lo vuole fare peggio per lui

Tu continua con la tua ARTE e mostrala a chi ne è interessato.

Rigon Dario ha detto...

è troppo difficile accontentarsi di essere un fumettista? Perchè andare in cerca se è arte se non è arte, se VIENE considerata cosi oppure no. Cosa ti cambia? Ti fa apprezzare di piu o di meno quello che fai? Allora stai messa male. Disegna e basta..
Io non la capisco tutta sta smania di voler definirsi artisti.. già è un bel problema definirsi fumettisti o illustratori con tutta la gente che c'è in giro. Se è arte o no, di sicuro non è un problema tuo ma di chi ha di fronte la "critica", che decide il valore delle cose. Quindi lascia perdere e continua per la tua strada : )

Shishitsu Nari ha detto...

No, non sono d'accordo. Io vorrei vedere ciò che faccio valorizzato.
Mi piacerebbe che il settore in cui opero venga ritenuto come qualcosa di valore. Non mi va di sentirmi dire per tutta una vita: stai sprecando il tuo talento, non camperai mai di quello, quello che fai è di basso livello, invece di fare i pupazzi, potevi scegliere una strada che ti si addiceva meglio. No, non è vero.
Che ne sa la gente?! Il fumetto è un modo per comunicare; è vero, spesso è un abominevole ammasso di linee a caso che parla di storie frivole e senza carattere, ma esistono altri fumetti che sono un mondo a parte.
Ci entri, ci cadi dentro e ne esci con fatica.

Se è arte o no è sì un problema mio, perché mai verrà ritenuto qualcosa di valore, mai ciò che faccio mi sarà restituito a dovere, mai mi sentirò veramente realizzata.
Io voglio essere una fumettista, sì. E i fumettisti SONO artisti, vorrei solo che la gente lo capisse e soprattutto MI capisse.

Io per la mia strada continuo in ogni caso. Di certo non mi fermo per queste cretinate.

Rigon Dario ha detto...

Ti ringrazio di aver risposto..
Guarda. Non vorrei fare la classica figura di quello che vuol far vedere di avere piu esperienza e blaa blaa blaa..ma nel tuo periodo ci siamo passati un po tutti.. Tanti ideali, concetti, convinzioni.. credimi.. quando entri nel mondo del lavoro sparisce praticamente tutto. Si perchè, il fumetto o l'illustrazione diventa lavoro, per almeno i primi 35 anni di carriera..se non sei un mostro di bravura. E quando una cosa diventa lavoro, in italia.. tutti questi discorsi, è arte, non è arte, spariscono nel nulla. Te lo dico per esperienza perchè è capitato a me..e sono solo a 2 anni. Qui nessuno valorizza il lavoro di nessuno. C'è solo bisogno di produrre.. e quando per tutto il tempo in cui disegni il tuo solo scopo è farlo il meglio possibile perche deve piacere e VENDERE, altrimenti la produzione rallenta, il tutto tristemente diventa meccanico. E io con il disegno ho sognato, non ascoltando quando mi dicevano che è una perdita di tempo, fino al punto di guadagnarci non solo da vivere, ma essere praticamente autosufficente in tutte le mie spese solo disegnando..

Quindi le possibilità sono svariate:
ho trovato il posto sbagliato in cui lavorare
l' italia è il posto sbagliato in cui lavorare
il 99% dei fumettisti/illustratori lo fanno per LAVORO, con la conseguente diminuzione di passione nel tempo, l' 1% per ARTE..

che ne pensi?
a me è successo questo..

Shishitsu Nari ha detto...

Io penso che questo discorso vada bene fino ad un certo punto.
Disegnare le scatole dei giocattoli, o comunque le mascotte per ditte di giocattoli è una cosa, fare fumetto è un'altra.
Il mercato manga è come lo vedi tu. Esattamente lo stesso. Sei lì solo per vendere, non per fare "qualcosa". Se fai cose di nicchia, magari sì.
Ma nel mercato occidentale le cose non stanno così. O meglio, non stavano, perlomeno in Italia. E parlo del fumetto, ripeto.

Sì, l'Italia sta diventando il posto sbagliato in cui lavorare, ma la colpa non è della "crisi", la colpa è della gente che la abita.
Tutto un discorso di politica e sociale che non mi va di affrontare qui, ma il succo è questo.
No, il 99% non lo fa per lavoro e basta. Se lo facesse solo per lavoro, si cercherebbe un altro lavoro.
Se hanno scelto questo lavoro e ancora non hanno deciso di cambiarlo sebbene le paghe facciano schifo e la considerazione sia misera, è perché amano farlo, altrimenti, chi glielo farebbe fare?

Anche se si lavora su commissione (parlo sempre del fumetto, non della grafica) c'è comunque la possibilità di inserire qualcosa di nostro, ancora. Per fortuna.



Comunque, io penso che sì, il tuo lavoro non sia arte, ma marketing. E col fumetto non c'entra nulla. Mi spiace che ti senta così angustiato per questa scelta, non penso tu sia stato sfortunato, anche perché è pur sempre un modo per campare. Solo è una scelta che proprio non ti va a genio e ti fa odiare il lavoro che fai.
Cerca di evitare che questo rammarico infetti la tua passione per il disegno, Dario.
Non considerare il lavoro che fai come "disegno", non è creativo. Non è un'attività creativa, è un lavoro da fotocopia vivente.

Noto un pessimismo cosmico nei tuoi ultimi interventi, sia qui che sul blog.
Stacca un po' e ritrova il piacere nel disegnare, ti prego. ò_ò

Rigon Dario ha detto...

ahahah lo sto ritrovando piano piano, non è un bel periodo ecco!
Come dici tu, probabilmente è vero, il mio discorso è piu riferito al mercato manga ( e anche alla marvel). L'unico problema è che, se ci fai caso, in una fumetteria, il 30% è bonelli, 30 marvel, 30 manga..5 % action figures, e lo scaffale in basso mezzo impolverito, fumetto italiano..

cmq il mio lavoro è ancora abbastanza creativo, perchè nei miei personaggi, non avendo licenze, mi danno quasi carta bianca..

tieni conto che comunque, anche il fumetto diventa una cosa quasi meccanica. una volta trovata l'idea, fatta la sceneggiatura e tutto, hai solo la pressione dell editore che vuole vedere il lavoro concluso. E quando devi disegnare anche se non ti senti ispirato inizia a farsi sentire tutto il discorso di cui sopra.

Certo, poi metterci una firma è tutta un' altra storia : )

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