Oggi, camminando per casa, ho deciso di rileggermi qualche compera da Lucca e la mia scelta è andata su Hyoutan!
Cito dal loro sito:
Hyoutan! Un gruppo di 4 ragazze con la passione per i manga! [...]Ci siamo conosciute su internet, vagando per Forum e GDR e abbiamo scoperto di avere questa passione in comune per il disegno manga da un paio di anni circa, anche se alcune di noi si erano conosciute già qualche tempo prima di formare il gruppetto che è diventato poi "Hyoutan!". Ultimamente (da circa un annetto) ci siamo avvicinate parecchio e dopo aver discusso al lungo sul fatto che pubblicare manga in Italia non è facile per gli italiani, ci è saltata in mente questa balzana idea della Rivista Fanzine, un progetto bellissimo che, abbiamo appurato, anche altri prima di noi erano riusciti a realizzare.
E quindi, questo è il frutto del loro lavoro:
Niente, ci ho dato una lettura approfondita post-post lettura (visto che me la sono riletta due volte, come un po' tutte le fanzine che compro) e ho deciso di recensirla.
Perché?
Che domanda del cavolo. :°°D
Insomma, la gente fa recensioni per esprimere una propria opinione su qualcosa, per fare critiche costruttive e perché ci tiene.
Perché?
Perché è interessante vedere come gli altri ragazzi lavorano e dare un'opinione sul loro operato, e insomma, per far conoscere anche un po' queste realtà, così che il settore delle autoproduzioni acquisti un certo spessore.
Perché?
Oh, ma me li volete levare dalle balle 'sti bimbetti cagacazzo?! Andate a chiedere "Perché?" a quel pedofilo di Papà Castoro, io devo andare avanti a scrivere recensioni.
Per-
*calciorota*
Ok, spero di non essere troppo cattiva.
Farò una recensione molto approfondita e partiremo con la prima storia, Desire Boy, di Francesca (Chichiri) Landi.
Dunque. In generale, posso dire che Chichiri ha uno stile influenzato tantissimo da Yuu Watase, (quello della vecchia scuola), e questo per un primo momento va bene, ma successivamente diventa problematico. Quello che le consiglio, anzi ti (la leggerai, questa recensione? posso parlare in seconda persona?) è di non aver paura di osare.
Di mostrare di più te stessa, non solo nella storia o nelle tematiche, ma anche nello stile. Insomma, so che magari non è il tuo primo pensiero, perché preferisci esercitarti sulla tecnica o sul migliorare magari la comunicazione narrativa, ma se ti do' questo consiglio è per una ragione ben precisa: quando un lettore vede una tavola, non nota come prima cosa la linea che usi o come racconti. Nota il tuo stile.
C'è un certo momento della vita di un fumettista, dove deve cominciare a trovare una identità stilistica, per far sì che chiunque veda una sua tavola, possa dire: "È di Francesca Landi!" È molto importante essere riconoscibili agli occhi del pubblico, perché per loro è un sinonimo di garanzia. Quando vedono il tuo stile da qualche parte, si fermano e dicono: "È suo, ne sono sicura!" e magari, solo perché vedono che ci sei tu, si fermano a dare un'occhiata.
Purtroppo se il nostro stile riconduce troppo allo stile di qualcun'altro, la prima persona che salterà alla mente del lettore, non è colui che ha lo stile influenzato dall'autore famoso, ma QUELL'autore famoso. E magari, col fatto che vedono poca intraprendenza sotto questo punto di vista, partono prevenuti.
So che questo discorso contrasta magari con l'idea di un esordiente che si rifà all'autore famoso, ma c'è sempre da considerare il mercato a cui ci rivolgiamo.
Da noi c'è molta voglia di vedere personalità nuove. E spesso personalità nuova, significa anche uno stile nuovo, originale.
Quindi, d'ora in avanti non trascurare questa cosa.
Questo è un consiglio spassionatissimo.
Prenditi tutto il tempo che vuoi. Non metterti lì con l'intenzione di ribaltare il tuo stile, perché non ci riuscirai. Devi piano piano aprirti verso nuove letture e cominciare a considerare magari, un modo tuo e personalissimo di disegnare le persone. Staccarti un po' dalla tua "mamma stilistica" che è la Watase. Sei molto affezionata a lei e al suo stile, ma prima o poi dovrai staccartene. ;)
Anche io ho avuto un breve periodo un papà stilistico, Ken Akamatsu. Già, non ci credo nemmeno io.
Ora parliamo dell'opera in rivista. Mi baserò su quanto ho letto e per il momento, da lettrice e non da piccola autrice quale sono, mi azzarderò a dire che va subito troppo al sodo.
O MEGLIO.
Hai cercato di dare importanza a troppi personaggi in troppo poco tempo.
In 30 pagine, ci fai conoscere:
-I due del prologo. (che non sapendo chi sono, li consideriamo "a parte")
-L'incantatrice.
-Sho.
-Focus.
-Frahyl.
-Yuri.
-Un certo "Alex".
-Ishiw.
Tutti in una volta.
Carichi il lettore di così tanti personaggi, così tante informazioni, che purtroppo si fatica a imprimerli in testa. Penso che avresti potuto fare un lavoro migliore presentandoceli poco alla volta. Magari, potevi partire parlando di Frahyl, Yuri, i due del prologo, Sho e Focus.
A mio parere, il flashback dell'incantatrice poteva avvenire anche dopo. Bastava già il flashback dell'inizio a creare un'atmosfera di mistero, sufficiente a dare appeal alla storia e, sempre a mio parere, la faccenda magica potevi introdurla successivamente in un altro modo.
Così già presenti due discostamenti dalla linea temporale (in successione, per altro) che assieme appaiono un po' eccessivi e possono confondere le idee.
Inoltre, col fatto che hai inserito un prologo molto mistico, avresti potuto inserire un richiamo a quel prologo durante il capitolo. Perché un lettore legge la vicenda e capisce che questo prologo magico del velo di Shinjitsu non c'entra nulla. Viene percepito come "di troppo".
Stessa cosa, potevi introdurre dopo la tipa sconosciuta e Ishiw, perché sono co-co-protagonisti e di per sé non sono essenziali in questa parte di storia, anzi, come ho già detto, affollano un po' la vicenda. Potevi mostrarli come personaggi di sfondo, ma evitare di approfondirli o dare loro eccessivo spazio.
L'ultimo personaggio di cui devo parlare è Alex.
Lui è stato quello che mi ha mandato in panico. Quando si è parlato di lui, ho scollegato il cervello. Non ho più capito cosa è successo, qual'è il rapporto fra lui, Frahyl e Yuri. Addirittura, l'ho capito solo con quest'ultima lettura e in un certo senso è ciò che mi ha spinto a scrivere la recensione.
Introduci questo altro tipo a voce e gli dai una certa importanza, visto che Yuri sembra geloso di lui. Ma essendo per il momento totalmente marginale in una vicenda dove appunto c'è già folla, semplicemente i casi sono due: o il lettore ignora le informazioni che hai dato su di lui e tutto il relativo dialogo; (quindi si lascia anche scappare la parte dei sentimenti di Yuri), oppure confonde Yuri e Alex, come ho fatto io.
In una prima lettura mi sono parsi la stessa persona ed è questo che mi ha mandato in casino, perché mi sono ricordata che invece quello era Yuri e quindi non ho più capito che era successo; proprio in questo momento arriva Ishiw che aggiunge confusione alla scena.
Insomma hai messo un po' troppa carne al fuoco.
...
Ultimissima cosa aggiunta alla fine. Perché un tipo a caso passa e la spinge di sotto? Non te lo sei chiesta? Mi sa che i lettori sì. X°D Potevi fare che parlando e scherzando, per sbaglio Yuri la spingeva di sotto.
...
ALTRA COSA MI ERO DIMENTICATA. X°DDDDDDD
Mi pare un po' strano che lei non si stupisca che un tipo la prende al volo mentre sta cadendo da un ponte altissimo.
È una reazione abbastanza inusuale, non è molto convincente, insomma, ecco.
















